Togliete loro l’amicizia su fb e sbattetegli in faccia che non sono degni della vostra Umanità!

Per un antifascismo militante e coerente:

interpellanza agli attivisti di sinistra in Italia e ai settori progressisti nella società.

Non sarà sfuggito a nessuno che sia proprio il governo proto-fascista di Salvini & Co a voler riaprire l’ambasciata del regime siriano a Roma. Questa struttura venne chiusa sulla scia dello sdegno istituzionale internazionale seguito al massacro, il 25 maggio 2012, di una popolazione civile sunnita sull’altura di Hula (tra Homs e Baniyas): una violenza indiscriminata voluta da Bashar al-Asad – anche per istigare l’odio settario – di cui negli ultimi sette anni abbiamo avuto innumerevoli dimostrazioni.

Probabilmente non saranno sfuggite nemmeno le tesi negazioniste che circolano in rete in merito agli eccidi compiuti dal regime siriano dal marzo 2011:

Dagli attacchi chimici che non sono mai avvenuti – oppure sarebbero stati perpetrati da organizzazioni fantasma – ai barili bomba mai sganciati contro quartieri residenziali ad alta densità abitativa (ad Aleppo, Dar’a, nella Ghoutah,..), agli attacchi dinamitardi dove gli apparati dello Stato non c’entrerebbero per nulla, all’impiego a pieno e legittimato di un esercito regolare – sull’arco di sette anni – per stanare manifestanti drogati alle pasticche, alle invasioni della Nato in perenne stato di prontezza, alle sedicenti campagne propagandistiche internazionali per delegittimare “l’unico paese dove le minoranze sarebbero emancipate”, fino all’abbraccio fraterno con il boia di Grozny (cioè Putin).

Tutto ciò ha convinto soltanto chi non aveva bisogno di essere convinto.

Cioè coloro che sono nati pro-Asad e moriranno pro-Asad. Un po’ come si nasce e si muore fascista. Sopratutto si muore di fascismo!

Mezz’Italia (quella parte che un tempo si sarebbe definita di sinistra) ha pensato di cavarsela facendo finta che – in tema di solidarietà attiva – la Siria, paese limitrofo della Palestina storica occupata, non esistesse. Per mettersi la coscienza a posto qualcuno si è poi dedicato a quello che succedeva nell’angolino nord-orientale di quella nazione: usando il microscopio avrebbe avvistato un progetto di emancipazione per l’Umanità tutta!..

E luce fu!

Cogliamo intanto l’occasione della presente divulgazione pubblica degli episodi di intimidazione e di violenza, sull’arco di un anno e mezzo, nei confronti dei giovani attivisti napoletani per invitare tutte e tutti a fare un salto di maturità nella militanza anti-fascista (congeniale all’Italia della partecipazione). Nella città partenopea alcuni aderenti alle tesi lealiste (“Bashar è uno buono e chi la pensa diversamente va zittito con le cattive”) mettono in campo una strategia sistematica per appropriarsi di una delle poche piazze liberate d’Italia.

I giovani di Napoli, nella filiazione diretta delle quattro giornate del settembre 1943 sono scesi dalla biblioteche e dalle aule studio per rivendicare in piazza i diritti universali sanciti dai trattati internazionali. Per i pro-Asad vedere questa manifestazione di democrazia diretta, identica a quella registrata in Siria dal 2011, è insopportabile!

Togliete loro la vostra amicizia su fb e sbattetegli in faccia che non sono degni della vostra umanità!

Vi invitiamo a manifestarvi per ordinare le bandiere della lotta per l’autodeterminazione del popolo siriano (bandiera che risale al 1946, quando furono cacciati i francesi) presso il Comitato Permanente o direttamente in rete.

Preannunciamo la partecipazione capillare, ai raduni del 25 aprile 2019, dei sostenitori in Italia della Rivoluzione di popolo contro il regime nazi-fascista degli al-Asad.

Se i pro-Asad vogliono importare in Italia la violenza che Bashar ha scatenato contro le popolazioni della Siria, spetta a tutti voi chiarirvi le idee; noi continueremo con serenità a lottare per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Siamo genuinamente anti-fascisti e perciò nemmeno i buffoni riusciranno ad intimidirci.

Comitato Permanente per la Rivoluzione siriana

(Milano-Torino-Genova-Bologna-Firenze-Venezia-Roma-Napoli-Bari-Palermo-Lecce-Vasto-Lanciano-Catania)

14 lug 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1261082820686184&id=100003534346377

Diretta incompleta, aggressione dal 4° minuto.

14 lug 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1260918557369277&id=100003534346377

Un pro Assad durante una manifestazione pacifica aggredisce fisicamente e verbalmente un’attivista, che rimane però non-violento – come le manifestazioni di protesta contro Bashar al-Asad. Infatti, i sostenitori di Asad sono aggressivi come il dittatore che essi sostengono.

14 lug 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1261039584023841&id=100003534346377

Denuncia attraverso una diretta, “un pro-Asad mi ha aggredito”.

17 lug 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1263611997099933&id=100003534346377

Nuova denuncia dell’aggressione subita alla manifestazione del 14 luglio.

25 nov 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1376379812489817&id=100003534346377

Amici dell’allora Urban Jungle (una band musicale) stano suonando sotto la bandiera della rivoluzione siriana e della Palestina libera: mentre suonano si avvicina un certo “Hugo Maisto” che inizia ad aggredire verbalmente l’attivista dicendogli “vattene in Arabia saudita”, terrorista, etc..
Interviene “Sasà”, membro della band, che cerca di capire la situazione: quando vede che il pro-Asad non vuole ragionare in nessun modo, perde pazienza e lo caccia.

marzo 2018
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1772432156217912&id=100003534346377

Testimonianza del momento in cui ex-OPG occupato (Potere al Popolo) rimuove da Palazzo Corigliano, sede dell’università L’Orientale, la bandiera della protesta di popolo in Siria nonché lo striscione con su scritto “W l’Intifada siriana, via gli al-Asad, Siria ai siriani. Rivoluzione siriana”. Lo striscione esprime solidarietà con il popolo siriano massacrato da Asad, Erdogan, Putin, Trump, Nasrallah, Khamenei e represso dalle milizie armate ##YPG #SDF alleate di Bashar Al Asad.

29 aprile 2018

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1528918720569258&id=100003534346377

9 settembre 2018
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1703097129818082&id=100003534346377

Presenza del “calabrese Francesco” ad un raduno pacifico: da lontano parla con delle persone che già conoscono le ragioni del presidio: cerca di convincerli che l’attivista è un sostenitore di al-Qaeda e che ciò che dice “non è vero”.

14 settembre 2018
https://m.facebook.com/photo.php?fbid=1708996732561455&id=100003534346377&set=a.976554142472388&source=57

Mentre lo studente è seduto a bere un tè con i suoi amici marocchini rivoluzionari, arriva lo stesso buffone calabrese dell’altra volta – sostenitore orgoglioso delle dittature in generale: egli venera Asad e accusa lo studente di essere terrorista, aggressivo e un sostenitore degli americani e di Israele. L’attivista gli risponde: “sei solo un ignorante”, viene aggredito di nuovo verbalmente prima che il provocatore si allontani definitivamente.

29 ottobre 2018
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1764274020367059&id=100003534346377

Un pro-Asad vuole fare il bullo davanti alla sua ragazza ad una manifestazione dello studenti Unior, ma alla fine fa solamente la figura del poveraccio; dice: “ma la volete finire con queste bandiere”
Lo Studente: “possiamo parlare democraticamente!”
Pro-Asad: “ma la volete smettere che siete da soli.”
ls: “no! mi dovete solo uccidere, cosa (ca..) vuoi? La rivoluzione continua fino alla caduta del Regime.”
pa: “a me non ti rivolgi in questo modo.”
ls: “che ca.. vuoi, sto pro Asad del ca..”
pa: “è meglio che ce ne andiamo.”
ls: “bravo vattene che è meglio.”

23 novembre 2018
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1799790716815389&id=100003534346377

Quando inizia il presidio: il “calabrese Francesco” si è messo di intralcio, proprio davanti all’attivista, in modo camorristico; quando lo studente decide di iniziare – poiché nessuno è in diritto di intimidirlo – si sente dire “non iniziare che stasera ti vatt (ti picchio)”. L’attivista, proprio perché è stato minacciato di essere picchiato, inizia a parlare ad alta voce con il volume al massimo nella direzione del provocatore. Il filo-regime si sposta e si siede sui volantini; mentre l’attivista sta parlando con una donna (altro agente del regime) se ne accorge e gli dice ” ma ti rendi conto dove ti sei seduto!??”
Il “calabrese” si alza, mentre la Signora accusa lo studente di avere comportamenti aggressivi: gli dice di calmarsi.

Dopo il discorso di denuncia a 360 gradi contro tutte le oppressioni, è arriva questa Signora appunto. Sicuramente un agente del regime siriano per come si pone e come parla: resta molto fredda, ostruisce sistematicamente e fa una serie di domande slacciate – volte soltanto ad irritare lo studente. Inizia a dire che l’attivista non può stare lì, poi chiama il “calabrese Francesco” ad avvicinarsi; quest’ultimo dice “menomale che c’è Putin”.

La signora si dichiara donna di legge e inizia a fare altre domande maldestre che dimostrano chiaramente una matrice intimidatoria, chiede il volantino del gruppo “Studenti Unior pro Rivoluzione Siriana”.

Alla fine si rivolgono alle forze dell’ordine per sloggiare l’attivista; impotenti però si allontaneranno.

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