Perché regalare il prezioso patrimonio della Sinistra europea a lavati di cervello stalinisti?

commento ad un articolo recente apparso sul sito “Le voci della Libertà”

“Gentile redazione di Le voci della Libertà,

Ho letto con attenzione il presente articolo perché mi è saltato agli occhi: sono di sinistra, cittadino europeo e combatto contro Asad (se bene senza armi letali). Mi sono chiesto perciò se sono io che non combacio, oppure se il titolo era magari fuorviante.

Ora mi risulta eccessiva innanzitutto mettere Jeremy Corbin sullo stesso piano di Mélanchon – che è un leader populista interessato soltanto al potere e vuole ereditare quello che un tempo fu il potere politico (decadente) del PCF.

Jeremy Corbin ha un’altra estrazione però e vorrebbe promuovere una soluzione negoziata alla “crisi siriana”, sul modello di quello che sostiene – o sosteneva – l’ONU: come si propone di fare per la “questione palestinese” d’altronde. Non mi risulta perciò che egli abbia appoggiato la strategia di bombardamenti in Siria da parte della Russi come l’abbia fatto Mélanchon (o altri).

Quello che mi viene però da chiedere è qual è l’intento preciso dell’autore, come può esserlo anche quello di Yassin Salah al-Hajj in un testo recente, di mettere tutta la sinistra “europea” sullo stesso piano? Perché non riconoscere che a l’interno della sinistra, sopratutto quella radicale, ci sono stati dibattiti molto accesi sulla questione siriana – basti pensare ai confronti pubblici organizzati a Londra in occasione delle Conferenze “Marxism”. Magari si potrebbe parlare di maggioranza ignorante e minoranza illuminate – anche se non sono i numeri che contano bensì la solidità della prospettiva innovativa che si difende (le correnti storiche – anche di destra – sono nate da poche menti inizialmente).

In effetti, viene quasi da ridere a tutto questo amalgamo, quando si sa che è la stessa “sinistra europea” – magari non quella stalinista, d’accordo – che abbia cercato di non ridurre, dal lontano 11 settembre 2001, tutti i musulmani o gli arabi a un fascio di integralisti religiosi..!

Quale alleanza stanno cercando di costituire questi autori mettendo tutti coloro che lottano contro lo sfruttamento e l’alienazione sullo stesso piano? Conoscono elementi della storia della sinistra europea, è evidente, però il loro giudizio unilaterale non fa onore alla loro intelligenza.

Non posso immaginare che credano che governi di destra o di centro (destra o sinistra) siano interessati a difendere le istanze di una popolazione – come quella siriana – che lotta con tenacia da anni per la propria autodeterminazione. Basti pensare a quello che i governi occidentali (sicuramente non di sinistra) hanno fatto dal marzo 2011!. Vi ricordate come e quando hanno introdotto le sanzioni contro il regime genocida di Asad?

Non avrebbe perciò maggiore senso da parte di questi esponenti dell’Intellighenzia siriana costruire alleanze serie con quelli elementi della sinistra europea (anche minoritari per ora) che lottano sia contro Asad che contro la globalizzazione neoliberista che sta rovinando il pianeta? Invece di fare una operazione di marketing contro “la Sinistra europea” o la “Sinistra radicale” che rischia soltanto di portare a una maggiore apatia sociale e un maggiore vittimismo (quello mai stato un motore della Storia) – con le destre che ringraziano.

Spesso viene detto agli occidentali di essere prudenti quando parlano – o scrivono – del mondo orientale, perché rischiano di adottare un approccio orientalista. Bene, facciamo però la stessa premessa quando si parla della sinistra di classe, o la sinistra radicale in Europa: non fare gli “occidentalisti”!

Saluti sinceri,

Johannes ST Waardenburg

———– dopo 24 ore:

Sviluppo: in merito al testo, di cui qua sotto, apparso su “le voci della Libertà”:

“In assenza di una qualunque forma di risposta o considerazione, prendo atto del reale intento di confondere le anime in materia di “sinistra europea”. Quello che pensavo potesse essere una approssimazione dovuta al (difficile) lavoro di traduzione, si rivela davvero per un tentativo di delegittimazione della storia di popolo che ha garantito invece giganteschi balzi in avanti della società europea tutta – basti pensare al servizio sanitario. Le traduzioni che la redazione di “Le Voci della Libertà” adopera sono di sua esclusiva competenza. Non spetta a nessuno intimarle quali testi, da tradurre, scegliere – il rispetto delle autonomie nella militanza essendo un altro elemento fondante della storia della nostra sinistra. Ben a sapere però che non s’intende sostenere in nessun modo gli amalgami “occidentalisti” denunciati prima. E ci si ritiene il diritto di contrastare in modo deciso eventuali tentativi rinnovati d’infangare la storia delle Lotte delle popolazioni europee, qualora venissero di nuovo delegittimate da autori che strisciano l’occhio invece alle istituzioni (neo-liberali e anti-democratiche).” JW

testo incriminato: https://levocidellaliberta.com/2018/07/25/la-sinistra-europea-ha-archiviato-il-fascismo/

Il sionismo e la sua vera natura

La definizione per legge dello Stato d’Israele come “lo Stato-nazione del popolo ebraico” è una buffonata, nonché un atto criminale di immensa portata.

Il fatto che sia stato votato da soltanto 62 parlamentari su un totale di 120 – la componente “nazione araba” essendo di soltanto 12 parlamentari – fa capire quanti ebrei non si riconoscono in questo decreto unilaterale.

Senza voler tornare qua sulla sofferenza immensa che la concretizzazione del progetto sionista nel 1948 ha significato in Palestina storica (popolazione, comunità, territorio), nonché il trauma che è così iniziato per tutta la regione – che da quel momento è piombato in uno Stato di guerra quasi perenne, occorre sottolineare purtroppo come alcuni giornalisti nostrani – o presunti tali – abbiano fino al giorno di ieri sostenuto gratuitamente la propaganda della destra israeliana denominando Israele (prima del 19 luglio 2018) come lo “Stato ebraico”.

Questa importante precisazione andava fatta.

Dopo di ché, da ieri l’attenzione è giustamente stata focalizzata sull’ingiustizia commessa – ripetutamente – nei confronti della popolazione (non-ebraica) autoctona della Palestina, che dopo l’adozione di questa “legge” si vede ulteriormente strappato dai propri diritti di essere umani. Definire perciò Israele oggi come uno Stato d’Apartheid va da sé – l’ha detto la maggioranza dei parlamentari della Knesset!

C’è un altro aspetto tuttavia che il collettivo dell’Orientale vorrebbe portare all’attenzione del pubblico nazionale:

non ha nessun senso – dal punto di vista teologico – definire un territorio conquistato con armi (acquistati anche da non-ebrei) negli ultimi 70 anni, come una entità nazionale per una comunità religiosa ormai molto diversificata, com’è quella ebraica.

La decisione del parlamento israeliano di ieri rappresenta inoltre la rottura definitiva tra il sionismo e la tradizione religiosa ebraica: le leggi del Creatore non possono essere copiate dalla legge degli uomini – qualunque sia il popolo (eletto o meno che sia) che la scrive: è un blasfemo.

Il sionismo si rivela per quello che è: un progetto mercantile, coloniale, di esproprio delle terre e di estrema arroganza. Gli ebrei autolesionisti sono quelli che hanno scritto questa legge, non coloro che sempre la opporranno.

Con la scrittura di una legge si intima la popolazione e l’Umanità a rispettare una volontà specifica. Questa legge – insieme ad altre – è però profondamente illegittima. Si invita perciò la cittadinanza a non rispettarla e a recarsi in Palestina storica a visitare i nostri amici, più che potete.

Se lo Stato d’Israele vede i non-ebrei come membri inferiori dell’Umanità, non ha senso che stia ad intimarli a rispettare delle leggi.

Poi – e concludiamo – il nuovo faraone non ci fa paura!

– Altri figli d’Israele –

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2018/07/19/e-legge-israele-stato-nazione-ebraico_4875370e-92f2-437c-bbe4-6af3337a9462.html