Il sionismo e la sua vera natura

La definizione per legge dello Stato d’Israele come “lo Stato-nazione del popolo ebraico” è una buffonata, nonché un atto criminale di immensa portata.

Il fatto che sia stato votato da soltanto 62 parlamentari su un totale di 120 – la componente “nazione araba” essendo di soltanto 12 parlamentari – fa capire quanti ebrei non si riconoscono in questo decreto unilaterale.

Senza voler tornare qua sulla sofferenza immensa che la concretizzazione del progetto sionista nel 1948 ha significato in Palestina storica (popolazione, comunità, territorio), nonché il trauma che è così iniziato per tutta la regione – che da quel momento è piombato in uno Stato di guerra quasi perenne, occorre sottolineare purtroppo come alcuni giornalisti nostrani – o presunti tali – abbiano fino al giorno di ieri sostenuto gratuitamente la propaganda della destra israeliana denominando Israele (prima del 19 luglio 2018) come lo “Stato ebraico”.

Questa importante precisazione andava fatta.

Dopo di ché, da ieri l’attenzione è giustamente stata focalizzata sull’ingiustizia commessa – ripetutamente – nei confronti della popolazione (non-ebraica) autoctona della Palestina, che dopo l’adozione di questa “legge” si vede ulteriormente strappato dai propri diritti di essere umani. Definire perciò Israele oggi come uno Stato d’Apartheid va da sé – l’ha detto la maggioranza dei parlamentari della Knesset!

C’è un altro aspetto tuttavia che il collettivo dell’Orientale vorrebbe portare all’attenzione del pubblico nazionale:

non ha nessun senso – dal punto di vista teologico – definire un territorio conquistato con armi (acquistati anche da non-ebrei) negli ultimi 70 anni, come una entità nazionale per una comunità religiosa ormai molto diversificata, com’è quella ebraica.

La decisione del parlamento israeliano di ieri rappresenta inoltre la rottura definitiva tra il sionismo e la tradizione religiosa ebraica: le leggi del Creatore non possono essere copiate dalla legge degli uomini – qualunque sia il popolo (eletto o meno che sia) che la scrive: è un blasfemo.

Il sionismo si rivela per quello che è: un progetto mercantile, coloniale, di esproprio delle terre e di estrema arroganza. Gli ebrei autolesionisti sono quelli che hanno scritto questa legge, non coloro che sempre la opporranno.

Con la scrittura di una legge si intima la popolazione e l’Umanità a rispettare una volontà specifica. Questa legge – insieme ad altre – è però profondamente illegittima. Si invita perciò la cittadinanza a non rispettarla e a recarsi in Palestina storica a visitare i nostri amici, più che potete.

Se lo Stato d’Israele vede i non-ebrei come membri inferiori dell’Umanità, non ha senso che stia ad intimarli a rispettare delle leggi.

Poi – e concludiamo – il nuovo faraone non ci fa paura!

– Altri figli d’Israele –

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2018/07/19/e-legge-israele-stato-nazione-ebraico_4875370e-92f2-437c-bbe4-6af3337a9462.html

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